Marabà Lettera da Marabà Carpina Planaltina de Goias



Brasile
Racconti di viaggio - Marabà

Le case di Marabà

Città del sud del Parà, abbracciata dai fiumi Tocantins e Itacaiuna, è una terra bagnata di sangue, coperta di polvere, avvolta dal fumo della foresta amazzonica in fiamme e ricamata di fango nel periodo delle piogge.
Terra d’incanto per la fertilità del suolo e i sogni di Carajàs annunciati dalla Compagnia "Vale do Rio Doce"; (CVRD, multinazionale proprietaria delle immense riserve di minerali della regione); terra di contrasti e di conflitti come il massacro dei sem terra di Eldorado, e di aspre ed esaltanti sfide sociali.
Terra di emigranti provenienti da ogni regione del Brasile: nella zona rurale grandi e piccoli fazendeiros, i senza terra e senza tetto, i “posseiros” (contadini che da generazioni vivevano e lavoravano quelle terre ma senza avere la registrazione della proprietà e per questo sfrattati), le comunità di Indios (Guarani, Gavioes, Sucuri…)
Così potrebbe leggersi in una presentazione della città.

Quella che io ho incontrato anche quest’anno è una realtà opaca, sconsolata, che lascia smarriti per la vastità e la radicalità della miseria che ti viene incontro prepotente nel grigiore della case di legno, nei rigagnoli maleodoranti degli scoli fognari ma anche nell’abbraccio festoso dei bambini che corrono scalzi e felici nella strada rincorrendo i loro aquiloni che si librano nel cielo insieme ai loro sogni.
I programmi sociali del Governo Lula qui sono una promessa così vaga da sembrare irreali; le benemerenze sociali che la CVRD vanta in tv qui non trovano riscontro; eppure… i treni di minerali estratti in Carajàs attraversano più volte al giorno la città; il sindaco è sotto processo per malversazioni come aver fatturato latte che gli alunni non hanno mai assaggiato… e nonostante ciò continua a comandare e a rapinare…

Le strade di Marabà La mia Marabà è una teoria di case dove la miseria è regina, insieme all’ignoranza, alla destrutturazione della famiglia, alla violenza domestica, e non solo; dove per una manciata di reali si compra un killer e per due reali il piacere di una notte. Ad ogni angolo di strada si incontra una “chiesa”, un “boteco” (uno squallido bar) e un morto ammazzato.
Esagerazione? Non proprio.
Qui le sette stanno moltiplicandosi, perché gridano il bisogno di miracolo di questa gente disperata che si abbandona alle illusorie promesse dei tanti predicatori; qui un bicchiere di “cachaça barata” - acquavite a buon mercato - aiuta a vincere la fame e a dimenticare lo squallore di una vita senza futuro.
Qui si ammazza facilmente ed impunemente, per gioco o per ira o per commissione, perché la vita conta così poco là dove i valori non esistono più e la legge è modellata sui diritti del potente.
Qui i conflitti per la terra sono ancora molto vivi; migliaia le famiglie che negli accampamenti attendono che venga loro assegnato un pezzo di terra; ma anche negli “assentamenti” dove l’assegnazione di terra è già avvenuta, la vita non è tranquilla.

I 'sem terra' di Marabà

Il MST (movimento dei sem terra), grande elettore di Lula e fortemente patrocinato dalla sinistra europea, non sempre orienta e applica le risorse economiche in modo onesto, e il povero contadino si ritrova nell’insicurezza e nella miseria che aveva sognato di vincere, oggetto di diversi ma sempre oppressivi giochi di potere.
Qualche speranza stanno nutrendo i “sem teto” cui è stata promessa la costruzione di 3.000 nuove case, cioè l’assegnazione di una unità abitativa (5x7 metri) che essi potranno poi ampliare con i loro mezzi.
L’afflusso continuo di gente che proviene dalle campagne e l’enorme contingente di famiglie che popolano le baracche della periferia rendono però già insufficiente questo numero.

C’è bisogno di un forte impegno religioso e sociale: educare alla vita, ad una maternità/paternità responsabile, alla legalità, all’igiene, al rispetto, al senso del dovere come dei propri diritti.
La Chiesa cattolica – e lo affermo con un senso di orgoglio – pur con i suoi pochi missionari (tra cui un italiano, p. Luigi Muraro s.j.), lavora indefessamente e i frutti ci sono; occorrerebbero solo più forze per l’ampiezza dell’impegno e la vastità della miseria.

Una famiglia di Marabà

L’aiuto che arriva attraverso la vostra generosa collaborazione è una autentica manna, preziosa non solo economicamente ma soprattutto perché risveglia la coscienza di essere “gente”, cioè di valere qualcosa perché qualcuno, pur lontano, si è interessato e continua ad interessarsi a loro. È una consapevolezza che ribalta profondamente il loro piccolo universo: scoprendosi e sentendosi “persone”, oggetto cioè di attenzione e amore, acquistano coscienza di sé, del loro valore e anche della responsabilità a vivere “dignitosamente” e “umanamente”.
Questa è la consolazione profonda che provo e condivido con voi che mi aiutate a far nascere tanta vita.

Marabà, Settembre 2005


Suor Alberta Camatta - Responsabile per l'Italia, Nuova Alvorada Onlus

Newsletter
Sei già un nostro sostenitore?
Vai alla tua pagina personale!
Nome
Password
Per registrati ora clicca qui.


Nuova Alvorada Onlus  Via Matera 18 00182 Roma - tel.: 333 4898578  fax: + 39 06 62277080  e-mail: info@nuovaalvorada.org link ai credits